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Finanziamenti a fondo perduto per Partite IVA 2022: nuove o vecchie, le agevolazioni disponibili

Le partite IVA stanno affrontando un periodo storico particolare. Per far fronte alla grave crisi economica, che a causa del conflitto armato attualmente in corso in Ucraina, si è aggravata ulteriormente, il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) ha deciso di stanziare fondi e finanziamenti a fondo perduto per supportare tutte quelle categorie di lavoratori che sono state colpite duramente.

Tra queste categorie,  quella che ha subite notevoli perdite in termini di ricavo, è sicuramente quella dei lavoratori possessori di partita IVA o anche detti lavoratori autonomi che non sono quindi provvisti di un contratto di lavoro subordinato e che quindi non godono delle stesse garanzie previdenziali.

In questo articolo, vedremo quali sono i migliori finanziamenti a fondo perduto, destinati ai lavoratori in possesso di partita IVA, nuova o vecchia, e quali requisiti avere per poter accedere legittimamente agli incentivi disponibili.

Finanziamenti a fondo perduto per nuove Partite IVA 2022: bandi attivi

Tra le tipologie di finanziamento attualmente attive a cui i lavoratori, sia dipendenti che autonomi, possono avere accesso, troviamo quelli a fondo perduto, una speciale tipologia di sostegno economico che non prevede il rimborso del capitale prestato né degli interessi maturati sulla somma prestata.

Oltre a questa indiscussa convenienza, un finanziamento a fondo perduto è anche molto ambito dai potenziali beneficiari poiché non è necessario disporre di particolari garanzie né tanto meno occorre una preliminare valutazione reddituale. In altre parole, se si posseggono tutti i requisiti per rientrare nella categoria interessata, si può ricevere senza alcun tipo di problema il contributo a fondo perduto.

Anche il 2022 è stato l’anno dei grandi aiuti economici che il Governo ha messo in atto per sostenere le imprese e le categorie di lavoratori italiani maggiormente colpiti dall’attuale crisi economica che, seppur inizia a dare segni di regressione, fa ancora sentire fin troppo bene i suoi effetti.

Ad ogni modo, come dicevamo, il Governo ha disposto una serie di Aiuti e manovre economiche volte ad aiutare il comparto degli imprenditori e dei lavoratori, soprattutto quelli autonomi, che sono stati indubbiamente i più colpiti dal disastro economico finanziario. Proprio per l’anno in corso, il Mise ha stanziato altri 100 milioni di euro di aiuti e finanziamenti da destinare sotto forma di contributi a fondo perduto spettanti, soprattutto, ai lavoratori autonomi operanti nei più disparati settori commerciali, come: l’artigianato, la cultura, l’intrattenimento, ecc.

Come sempre la fonte di riferimento per controllare i bandi attualmente attivi è Invitalia, l’Agenzia governativa che si occupa di gestire tutti gli incentivi economici a livello nazionale e, naturalmente, la pagina ufficiale del Ministero dello Sviluppo Economico (Mise). Sono queste due le principali fonti di riferimento per conoscere i bandi a fondo perduto attualmente in vigore e per conoscere i dettagli utili per inoltrare lecita domanda.

Tra i bandi attualmente attivi per gli incentivi a fondo perduto da destinare a lavoratori con partita iva troviamo:

ON – Oltre Nuove Imprese

Il bando è destinato a giovani imprenditori che non abbiano superato i 35 anni di età e possessori di partita iva. Più che di un incentivo a fondo perduto si tratta di un’agevolazione finanziaria a costo zero. Tuttavia si tratta di un incentivo economico senza tassi di interesse applicati che può arrivare a coprire fino al 90% delle spese totali ammissibili da rimborsare con un piano decennale e con rate a cadenza semestrale.

Per partecipare al bando e aggiudicarsi l’agevolazione occorre presentare domanda direttamente sul sito ufficiale di Invitalia. Le domande verranno prese in considerazione in ordine cronologico fino ad esaurimento dei fondi a disposizione. Il requisito imprescindibile per potersi aggiudicare l’incentivo a tasso zero è quello di non avere alcuna azienda attiva al momento, pertanto è un’occasione perfetta per tutti i neo imprenditori e le neo imprenditrici.

Cultura Crea Plus

Si tratta dell’incentivo rivolto alla nascita di imprese e iniziative no profit appartenenti al settore dell’industria culturale, creativa e turistica. Le imprese devono essere stanziate da meno di 36 mesi nelle regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. 

Questa particolare misura si compone di una parte a fondo perduto e di una parte a finanziamento a tasso agevolato.

Finanziamenti a fondo perduto per vecchie partite IVA 2022

Sul fronte delle partite IVA è indubbio come gli incentivi, per lo meno quelli attualmente attivi e fino ad ora esaminati, siano prevalentemente destinati a nuove partite IVA. Questo perché il Governo ha come obiettivo primario quello di incentivare i giovani e sostenere la nascita di nuove imprese.

Tuttavia, anche per gli imprenditori e i lavoratori autonomi detentori di partita IVA da più tempo, sono state predisposte misure finanziarie a fondo perduto.

Un esempio a riguardo, forse il più calzante, è costituito dal Fondo Impresa Donna. L’incentivo ha l’obiettivo di sostenere e incentivare l’accrescimento dell’imprenditoria femminile. Il bando ha avuto davvero un grande successo ed il principale motivo per il quale è stato rifinanziato proprio di recente, posticipando così i termini di scadenza per la presentazione della domanda di accesso. Al fondo possono accedere tutte le imprenditrici già titolari di partita IVA. Gli incentivi saranno erogati a fondo perduto e in misura agevolata fino a un massimo di copertura delle spese sostenute pari a 400.000 euro.

Un altro interessante incentivo destinato a sostenere tutti quei lavoratori autonomi in possesso di partita IVA è il Fondo per il Sostegno delle Imprese Economiche Chiuse. Si tratta di un fondo che ha l’obiettivo di aiutare tutti quegli imprenditori e quei lavoratori del comparto delle professioni artigiane, gli esercenti di attività d’impresa e i proprietari di locali, sale da ballo, night ecc. che hanno visto fallire la propria attività o che sono stati costretti a chiuderla per un periodo piuttosto lungo a causa della grave crisi economica scaturita a seguito della pandemia. Il fondo si compone di 140.000.000,00 euro e di questi, 120.000.000 di euro saranno ripartiti tra i soggetti esercenti attività d’impresa nelle seguenti modalità.

Se quindi siete in possesso di partita IVA e desiderate conoscere le offerte di finanziamento attualmente attive, conviene consultare sempre la pagina ufficiale di Invitalia, dove sarà possibile prendere visione di tutti i dettagli di ogni singolo bando. 

Quali requisiti deve avere una partita IVA per usufruire di un finanziamento a fondo perduto?

Per ottenere l’incentivo a fondo perduto, come ovvio che sia, occorre essere in possesso di specifici requisiti. Infatti, la concessione dell’incentivo a fondo perduto viene erogata solamente nel caso in cui il soggetto disponga dei requisiti necessari, specificati nel bando.

Fermo restando che ogni misura economica prevede i suoi requisiti specifici, vediamo adesso quali sono i requisiti obbligatori che devono essere posseduti al momento della presentazione della richiesta di accesso all’incentivo:

  • codice ATECO dell’attività svolta che deve corrispondere con quello indicato nel bando di interesse; questo codice non è altro che una combinazione alfanumerica con la quale si identifica ogni singola attività lavorativa;
  • la sede legale e/o operativa dell’impresa deve essere obbligatoriamente in Italia; in questo caso, infatti, non è possibile per i lavoratori in possesso di partita IVA svolgere la propria attività fuori dal territorio nazionale;
  • i ricavi ottenuti dalla propria attività lavorativa prevalente non devono essere superiori a 2 milioni di euro per l’anno 2019 (l’anno di riferimento);
  • con riferimento al 2019, occorre dimostrare di aver subito, nel 2021, una riduzione del fatturato pari almeno al 30%;
  • non bisogna essere in liquidazione volontaria oppure sotto procedure concorsuali con finalità liquidatoria;
  • l’impresa di cui si è a capo deve essere costituita nel Registro delle Imprese, per le nuove imprese che si andranno a costituire, occorrerà provvedere all’iscrizione nel Registro entro un limite di tempo stabilito nel bando e che comunque non deve essere superato;
  • non si deve essere soggetti a sanzioni che interdicono l’attività o l’impresa;
  • l’impresa non deve essere in difficoltà in una data anteriore al 31 dicembre 2019.

Generalmente questi sono i requisiti che un lavoratore autonomo, in possesso di partita IVA deve possedere per poter fare richiesta di accesso a uno dei finanziamenti di suo interesse, tuttavia, occorre poi possedere altri requisiti specifici, come:

  • partita IVA attiva;
  • indirizzo di PEC attivo;
  • essere in regola con il pagamento delle tasse.

Alla luce dei requisiti appena visti, ricordiamo inoltre che, i contributi a fondo perduto previsti per i possessori di partita IVA sono sempre erogati in percentuale proporzionata al guadagno fatturato e dichiarato dall’interessato. Il ammontano a una percentuale che si applica alla differenza tra due valori: l’ammontare mensile (medio) dei ricavi ottenuti durante il 2021 (anno d’imposta di riferimento) e l’ammontare medio mensile riferito all’anno 2019 (anno precedente alla crisi economica). La differenza così ottenuta determinerà la percentuale del contributo spettante al lavoratore che ne fa richiesta. Le percentuali saranno le seguenti:

  • il 60% verrà erogato a chi ha ricavato nel 2019 guadagni che non superano i 400.000€;
  • il 50% spetterà a chi ha ricavato nel 2019 importi tra 400.000 euro e 1.000.000 di euro;
  • il 40% verrà concesso a chi nel 2019 ha ottenuto guadagni tra 1.000.000 e 2.000.000 di euro.

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