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Finanziamenti con reddito di cittadinanza: come ottenerli

Si può ottenere un finanziamento con il reddito di cittadinanza a fare da garanzia? Stiamo parlando del tanto discusso contributo economico che viene riconosciuto alle persone che si trovano in condizioni di difficoltà: da solo difficilmente consente di realizzare tutti i progetti, quindi chi lo percepisce si chiede se c’è la possibilità di accedere a qualche formula di finanziamento.

Finanziamento auto con reddito di cittadinanza come garanzia

Quando si presenta una richiesta di finanziamento per l’acquisto di un’auto, per dimostrare di avere tutti i requisiti previsti dalla banca o dalla finanziaria (ovvero avere almeno 18 anni, essere residenti in Italia e percepire un reddito) è necessario presentare una serie di documenti: la carta di identità, il codice fiscale ed un documento di reddito. Solitamente i problemi sorgono proprio con quest’ultimo: i lavoratori dipendenti possono  presentare all’istituto erogante la loro ultima busta paga, ma tutti gli altri? Solitamente i pensionati ed i lavoratori autonomi non hanno problemi, visto che come documento di reddito possono presentare rispettivamente il loro cedolino della pensione e la loro dichiarazione dei redditi. E chi percepisce il reddito di cittadinanza? In fondo anche queste persone percepiscono un reddito dimostrabile.

Inanzitutto bisogna chiarire una cosa: per poter avere (e continuare a percepire) il reddito di cittadinanza è necessario non avere un’auto di cilindrata superiore a 1.6 cc che sia stata immatricolata per la prima volta da meno di due anni. Quindi, un eventuale finanziamento con reddito di cittadinanza come garanzia potrebbe essere utilizzato solo per macchine di cilindrata inferiore e soprattutto non nuove: vanno bene anche le chilometro zero, visto che la norma fa riferimento all’anno della prima immatricolazione. Inoltre, l’auto in questione dovrebbe essere la prima vettura del nucleo familiare, perché se fosse la seconda si rischierebbe di oltrepassare le soglie massime di patrimonio mobiliare e quindi perdere il diritto al reddito di cittadinanza.

Pagare (anche solo in parte) con il reddito di cittadinanza una macchina che rispetti i requisiti indicati in precedenza è quindi ammissibile, non ci sono particolari divieti in merito. La cosa cambia se si decide di pagare il veicolo a rate proponendo il Reddito di cittadinanza come garanzia: le norme che disciplinano il contributo non ammettono l’utilizzo della carta per il pagamento delle rate. Il reddito di cittadinanza, infatti, è stato creato per permettere alle famiglie in difficoltà economica di far fronte alle loro spese quotidiane.

C’è poi un altro aspetto da considerare: il RDC è una prestazione assistenziale, un sussidio di sostegno che può essere revocato nel caso in cui la situazione del nucleo familiare dovesse cambiare (ad esempio perché uno dei suoi componenti trova lavoro). Non si tratta quindi di un’entrata fissa e sicura come potrebbe essere quella percepita da un lavoratore con contratto a tempo indeterminato: potrebbe essere revocata “all’improvviso”, quindi banche e finanziarie difficilmente accettano il reddito di cittadinanza come garanzia per l’erogazione di un prestito, che sia un finanziamento finalizzato per l’acquisto di un’auto o un’altra formula di prestito.

Finanziamenti europei con reddito di cittadinanza

Fin dai primi momenti il reddito di inclusione ha scatenato polemiche di ogni tipo: in realtà l’Italia è  stato uno degli ultimi Stati europei ad introdurre una tipologia di reddito minimo garantito. In media, il nostro RDC ammonta ad una cifra che si attesta intorno ad un terzo dello stipendio mediano: ci sono altri Paesi che riescono ad erogare somme più alte (fino alla metà di uno stipendio) ed altri che invece garantiscono contributi molto inferiori. Sono cifre che possono avere un’importanza fondamentale per chi si trova in situazioni di difficoltà economica, ma è anche vero che  da sole non possono essere sufficienti per realizzare progetti di vario tipo. Riuscire ad ottenere un prestito personale proponendo il reddito di cittadinanza come garanzia, come abbiamo visto nel paragrafo precedente, può essere particolarmente difficile, ma ci sono altre strade percorribili.

L’Unione Europea ha predisposto un’ampia gamma di programmi di finanziamento specifici per determinati scopi o progetti. I programmi poi vengono gestiti dai singoli Stati attraverso il lancio di bandi che riepilogano le regole dei finanziamenti, i requisiti per accedervi e le procedure da seguire per ottenerli. I beneficiari di questi programmi possono appartenere a diverse categorie: ci sono le soluzioni specifiche per i giovani, quelle pensate per gli agricoltori, per i ricercatori, per le ONG, per gli enti pubblici e, ovviamente, per le imprese. Se non viene previsto niente in contrario nel bando dei singoli programmi, si possono ottenere i finanziamenti europei con reddito di cittadinanza: basta rispettare i requisiti indicati e seguire la procedura spiegata nel bando stesso.

Come avere un finanziamento a fondo perduto col reddito di cittadinanza

Chi percepisce il reddito di cittadinanza ed ha l’intenzione di dare vita ad una nuova impresa può beneficiare di specifici incentivi per l’autoimpiego. Il progetto Avviare una nuova impresa prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto a favore dei percettori di RDC che durante i primi dodici mesi di fruizione del trattamento vogliono dare vita ad una loro impresa. L’agevolazione consiste nell’erogazione in un’unica soluzione di un finanziamento a fondo perduto per un importo pari a sei mensilità del reddito di cittadinanza, rispettando il limite massimo di 780 euro al mese (si parla quindi di una somma complessiva massima di 4.680 euro). Si può accedere a questo beneficio nel caso in cui si intenda avviare una delle seguenti attività:

  • attività professionale da liberi professionisti;
  • attività di impresa individuale agricola, artigiana o commerciale;
  • sottoscrizione di una quota del capitale di una cooperativa per la quale i soci prestano attività lavorativa;
  • costituzione di una società unipersonale;
  • costituzione o ingresso in una società di persone o di capitali.

Come detto, la nuova attività deve essere intrapresa entro i primi dodici mesi di fruizione del reddito di cittadinanza. L’avvio dell’attività deve esser comunicato entro trenta giorni tramite l’invio del modello RDC-Com Esteso. Il beneficio addizionale può essere richiesto presentando all’INPS la domanda utilizzando il modello telematico, che può essere trasmesso in autonomia tramite il portale inps.it oppure rivolgendosi ad entri di patronato o centri di assistenza fiscale. Se la richiesta viene accettata, il finanziamento a fondo perduto viene erogato in un’unica soluzione entro la fine del secondo mese successivo a quello in cui viene presentata la domanda. Il beneficio può essere revocato se l’attività che ha beneficiato del contributo cessa entro i primi dodici mesi dal suo avvio oppure se al richiedente viene revocato il reddito di cittadinanza durante la procedura di domanda o erogazione.

Finanziamenti a tasso zero e agevolati con reddito di cittadinanza

Il decreto che ha accompagnato l’introduzione del reddito di cittadinanza ha anche indicato quelle che sono gli incentivi compatibili con l’agevolazione. L’obiettivo è quello di evitare che il RDC possa essere interpretato come mera forma di assistenzialismo: la combinazione tra questo beneficio e gli altri inventivi cumulabili deve essere vista come una spinta all’occupabilità ed alla pro-attività dei suoi percettori. Ad ogni modo, le misure cumulabili sono le seguenti: gli assegni di disoccupazione involontaria Naspi e Dis-coll, l’assegno di ricollocazione, l’ammortizzatore per i collaboratori, gli assegnisti ed i dottori di ricerca, gli incentivi per le nuove attività di impresa come quello di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente ed il Bonus Sud.

Una delle finalità dei finanziamenti agevolati o a tasso zero che vengono concessi grazie ai fondi europei, nazionali o regionali è quello di favorire lo sviluppo economico delle zone che ne hanno maggiore necessità. Per questo chi intende avviare una nuova impresa nelle regione del Mezzogiorno può approfittare, oltre che del beneficio aggiuntivo visto in precedenza, del bando Resto al Sud. L’incentivo, che è riservato solo agli under 45, prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto del 35% a cui si aggiunge un finanziamento agevolato per il restante 65%. Inoltre, per scoprire l’esistenza di altri finanziamenti agevolati o a tasso zero a cui possono accedere anche i percettori del RDC, consigliamo di fare un giro sul sito di Invitalia, ovvero l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo dell’impresa, che è l’organo che si occupa di gestire i vari bandi.

Bisogna poi sottolineare il fatto che il reddito di cittadinanza comporta dei vantaggi anche per le imprese che assumono i soggetti che lo percepiscono: in questo caso non parliamo esattamente di finanziamenti, ma comunque della possibilità di trovare più facilmente un nuovo lavoro, cosa che poi permetterebbe di accedere alle più tradizionali forme di finanziamento come i prestiti personali. L’assunzione a tempo pieno di un percettore del RDC comporta per il datore di lavoro un esonero contributivo pari all’importo mensile del reddito di cittadinanza percepito dalla persona assunta (massimo 780 euro al mese) per una durata pari a 18 mesi meno il periodo di RDC già goduto, ma comunque non inferiore ai cinque mesi.

6 risposte su “Finanziamenti con reddito di cittadinanza: come ottenerli”

posso fare un prestito per una scuola a pagamento, per conseguire nel più breve tempo possibile un diploma di scuole superiori, per potermi inserire in un percorso di studi, che mi dia possibilità di inserirmi in un contesto lavorativo a me più consono

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