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Finanziamenti Imprenditoria Femminile a fondo perduto 2022: bandi europei e regionali

Al fine di agevolare e consolidare il fenomeno dell’imprenditoria al femminile nel nostro Paese, il Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con la Comunità europea, ha predisposto una serie di misure economiche per venire incontro alle giovani donne imprenditrici italiane.

Il settore dell’imprenditoria femminile, infatti, è stato tra i più colpiti dalla crisi economica scatenata dalla pandemia. Ad aggiungere difficoltà ha concorso anche la grave carenza culturale che circola intorno al tema delle imprenditrici donne che, troppo spesso, vengono osteggiate nello svolgimento della loro attività imprenditoriale. Fortunatamente però, qualcosa sta cambiando, e a dimostrarlo ci sono gli innumerevoli incentivi sia nazionali che europei a cui le imprenditrici italiane possono avere accesso.

Vediamo allora quali sono i bandi europei e regionali del 2022 destinati alle donne imprenditrici e i requisiti per avere accesso ai finanziamenti.

Finanziamenti Europei Imprenditoria Femminile a fondo perduto 2022: bandi attivi

Anche se non sempre ne sentiamo parlare, o quantomeno non ne sentiamo parlare con la stessa frequenza, le imprese al femminile nel nostro paese sono davvero tantissime e sono un traino fondamentale per l’economia dell’intero Paese.

Per accrescere la propria attività, le piccole e medie imprese femminili, possono usufruire di interessanti incentivi europei e regionali per incrementare o iniziare ex novo la propria attività. La natura di questi incentivi economici è differente e dipende tanto dal tipo di ente quanto dalla modalità di erogazione dell’incentivo.

Tra le misure economiche più ambite dai richiedenti, sicuramente troviamo quelli a fondo perduto.

Questo genere di incentivo sono particolarmente vantaggiosi poiché consentono di usufruire di un capitale da investire in beni e/o servizi, senza l’obbligo di restituire l’importo finanziato e senza l’onere del versamento di interessi.

Uno degli incentivi europei più importanti attualmente attivi è costituito dal Fondo Impresa Femminile, una misura finanziaria costituita da circa 200 milioni di euro. Di questa somma, 160 milioni provengono dal PNRR, il piano europeo di misure finanziarie messe in campo dall’Unione Europea per incentivare la ripresa economica della zona euro e per adempiere alla missione “Inclusione e coesione” promossa dalla Comunità Europea, e 40 milioni sono stati invece stanziati dal Governo con la legge di bilancio del 2021. Nella prima fase il Fondo serve per contribuire all’apertura di sportelli online informativi e la predisposizione di attività di formazione e accompagnamento per la diffusione della cultura dell’imprenditoria femminile. Dobbiamo precisare che da pochi giorni, la presentazione delle domande on line, almeno per questa prima fase è stata chiusa, tuttavia, il Fondo Impresa Femminile, ma dalla pagina del Ministero è stato specificato che a breve verranno riaperti i termini per la presentazione delle domande relative ad altre misure già avviate in passato. 

Il Fondo intende sostenere tutte le imprese femminili italiane, di qualsiasi tipologia e dimensione, già costituite o da costituire, senza esclusione e che abbiano sede operativa in qualsiasi regione italiana. Le tipologie interessate dai finanziamenti del fondo sono quattro:

  • associazioni, cooperative o società di persone le cui socie siano per almeno il 60% donne;
  • società di capitale che abbiano, per almeno due terzi, quote o componenti donne;
  • imprese individuali che abbiano a capo un titolare/dirigente con titolare donna;
  • lavoratrici autonome purché in possesso di partita IVA.

Possono presentare domanda di accesso anche le persone fisiche (femminili) purché si impegnino entro 60 giorni dall’accoglimento della domanda a costituire una nuova impresa o attività.
Principalmente il fondo intende erogare finanziamenti a fondo perduto per:

  • l’avviamento di nuove imprese femminili (o comunque avviate non anteriormente ai 12 mesi precedenti) con un’attenzione particolare alle imprese individuali avviate da donne disoccupate di qualsiasi età;
  • il sostegno alle imprese avviate anteriormente ai 12 mesi precedenti al bando. 

Le domande devono essere presentate attraverso la piattaforma ufficiale di Invitalia, l’acronimo con cui è conosciuta l’Agenzia governativa nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa. Sul sito, attraverso la voce Presenta la Domanda si aprirà una pagina con una procedura apposita con la descrizione della procedura e il link all’area riservata dove andrà inoltrata la domanda.

Il Fondo Imprese Femminili è un importante sostegno economico allo sviluppo dell’economia femminile del nostro paese e proprio per questo le domande pervenute sono state davvero tantissime. I fondi, infatti, almeno per adesso sono esauriti e pertanto gli sportelli sono stati chiusi. Tuttavia, attraverso la pagina ufficiale del Ministero dello Sviluppo Economico si legge, in una nota, che sono in corso alcune interessanti estensioni della manovra economica in accordo, come sempre con l’UE, così da consentire anche a chi non è riuscito a partecipare alla prima tornata di avanzare la propria richiesta di accesso al finanziamento. Pertanto, occorrerà avere un po’ di pazienza per la riapertura dei termini.

Finanziamenti regionali per start up e imprese femminili 2022: i bandi a fondo perduto

Oltre agli incentivi europei, le imprenditrici italiane possono contare anche sui finanziamenti regionali per il consolidamento o l’apertura della propria impresa.

Insieme al Fondo Impresa, il Ministero dello Sviluppo Economico e il PNRR hanno approntato altri due bandi a fondo perduto che poi ogni regione declina sul proprio territorio:

  • Imprese ON;
  • Smart & Start.

Il bando Imprese ON è destinato alle micro e piccole imprese costituite non anteriormente ai 60 mesi dal bando oppure alle persone fisiche che entro i 60 giorni successivi intendano costituire una nuova attività. Si tratta di un finanziamento a fondo perduto per un importo non superiore al 90% della spesa ammessa e per progetti il cui valore non superi i 3 milioni di euro. Le attività finanziabili possono andare dal turismo alla cultura, senza alcun tipo di esclusione.

Infine, il bando Smart & Start è destinato specificatamente alle startup innovative di piccole dimensioni costituite da non più di 60 mesi; a team di persone che intendono mettere in piedi una nuova startup oppure a persone fisiche, anche straniere che intendono nei successivi 60 giorni dall’accoglimento della domanda, istituire una startup sul suolo italiano.

Anche per questi due bandi, Imprese ON e Smart & Start, occorrerà presentare domanda online attraverso la piattaforma ufficiale Invitalia.

Oltre a questi due bandi specifici, segnaliamo anche che per essere sempre informati sulle notizie relative ai bandi a fondo perduto e sui vari finanziamenti regionali, occorre sempre consultare i siti ufficiali di ogni singola regione dove ha sede la propria attività oppure il sito della regione dove si intende aprire la nuova attività. Molto spesso infatti, i bandi regionali costituiscono un’ottima opportunità nel caso in cui i bandi europei non fossero più disponibili.

Tra i bandi regionali a fondo perduto, destinati all’imprenditoria femminile, ad esempio, segnaliamo tutti i bandi relativi relativi al progetto Resto al Sud che anche per l’anno 2022 ha stanziato dei fondi dedicati soprattutto all’imprenditoria femminile del Sud Italia. Le regioni, i comuni e le aree interessate dagli incentivi destinati all’imprenditoria di Resto al Sud sono:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

Se invece siete una giovane imprenditrice dell’area centro-nord e delle zone lagunari e lacustri, potreste usufruire della manovra Io Resto Qui, l’estensione dell’incentivo di Resto al Sud, a tutte quelle aree rimaste escluse dal primo finanziamento comprese le aree terremotate.

Infine, segnaliamo i contributi erogati da ISMEA – Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare. Uno di questi bandi prende il nome di Donne in Campo ed è pensato per favorire l’imprenditoria femminile agricola, un settore dal quale troppo spesso, ancora, le donne sono escluse oppure dove ancora faticano a imporsi. Il bando si pone inoltre l’obiettivo di facilitare il ricambio generazionale all’interno del settore agricolo.

Requisiti imprese femminili per accedere ai finanziamenti a fondo perduto

Per avere accesso al credito, le imprese femminili devono devono essere in possesso di specifici requisiti, pena la non ammissibilità della domanda. I requisiti sono sempre un elemento fondamentale da tenere in considerazione quando si decide di fare domanda di accesso al credito, soprattutto se a fondo perduto.

Sia che si tratti di imprese avviate oppure ancora da avviare, tra i requisiti che le imprese femminili devono possedere, troviamo:

  • società di persone;
  • società cooperative (comprese le cooperative sociali);
  • società di capitali;
  • ditte/imprese individuali;
  • libera professione (praticata con partita IVA, ma senza l’iscrizione al registro delle imprese).

Inoltre, come già anticipato sopra, i soci fondatori delle imprese che desiderano accedere all’incentivo a fondo perduto devono essere più del 60% donne. Stessa cosa per le ditte e imprese individuali: la titolarità e la direzione dell’impresa stessa deve essere in capo a una donna. 

Diversamente, non possono accedere all’incentivo, le società e le imprese che siano già titolari di un bonus o di un finanziamento nel momento in cui viene effettuata la richiesta. Sono inoltre escluse dalla richiesta del finanziamento le associazioni tra professionisti, in quanto, secondo normativa, la definizione di impresa femminile esclude la fattispecie di associazione tra professionisti, mentre invece sono ammesse le professioniste che operano in regime di libera professione e quindi a partita IVA, come specificato sopra.

Per avere accesso al credito, naturalmente, occorre sapere che è fondamentale che tutti i requisiti sopra citati e quelli visti nei singoli bandi precedenti siano posseduti nel momento stesso in cui la domanda viene presentata. 

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