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Finanziamenti per aprire un bar a fondo perduto 2022: opportunità per i giovani

E’ ancora alto il numero di persone (soprattutto giovani) che intendono buttarsi bel mondo della ristorazione e dei bar. Fortunatamente esistono svariate tipologie di finanziamenti a fondo perduto volti ad aiutare gli under 40 (e non solo) e ad incentivare questo tipo di iniziative.

Per chi desidera aprire un bar o un punto di ristoro, si parla di finanziamenti a fondo perduto dal 20% al 50%. La percentuale in questione varia a seconda del tipo di soci che costituiscono la società e dalla società stessa (di persona o capitali).

Se si vuole usufruire di un finanziamento a fondo perduto bisogna prima controllare se esistono bandi regionali che fanno al caso nostro. Se così non fosse, bisognerà dare un’occhiata ai bandi nazionali ed europei.

Perché richiedere un finanziamento a fondo perduto per aprire il proprio bar

Optare per un finanziamento a fondo perduro elargito dalla regione, dallo Stato o dall’Europa vuol dire decidere di investire nel proprio futuro lavorativo. Aprire un bar o un punto di ristoro in particolare è una scelta che cambia la vita, è un lavoro ricco di passione, sacrifici e soddisfazioni. Si entrerà a contatto con una quantità infinita di persone, il che rende tutto sicuramente più dinamico e divertente. C’è da dire poi che l’Italia è uno dei pochi paesi in cui il bar è ancora un’istituzione, un punto di riferimento per gente di tutte le età e stili di vita e quindi, se si procede con i giusti accorgimenti, il successo è assicurato.

Oltre al sogno e al progetto, però, c’è anche un percorso di tipo burocratico che bisogna inevitabilmente seguire per poter realizzare questo tipo di attività. Il primo vero step è sicuramente quello di richiedere il finanziamento più adatto a noi, dopo essersi assicurati di possedere i requisiti necessari e i permessi che riguardano vendita di viveri, igiene, sicurezza, conservazione degli alimenti e così via.

Se ciò che più preoccupa è il fatto che si stia partendo da zero, bisogna ricredersi immediatamente. I finanziamenti a fondo perduto per giovani imprenditori che desiderano aprire un bar riguardano, infatti, proprio quella fetta di popolazione giovanile (maggiorenne, ovviamente) che al momento non è occupato e che è, appunto, alle prime armi nel settore dell’imprenditoria.

Ma come mai lo Stato (o chi per lui) elargisce con così tanta facilità questo tipo di finanziamenti? La risposta è molto semplice. Gli enti regionali, nazionali ed europei intendono incentivare l’avvio di tutte le piccole e medio imprese italiane, in modo da riequilibrare la stasi economica dovuta agli ultimi anni di crisi e mettere a disposizione iniziative del genere è senza dubbio un enorme incentivo per sbloccare la situazione.

Se si vuole intraprendere questa strada e chiedere questo genere di finanziamenti è bene dunque informarsi quanto prima, dal momento che questo genere di iniziative cambiano di anno in anno e di regione in regione.

Finanziamenti per aprire un bar a fondo perduto 2022: i requisiti

Per ottenere un finanziamento a fondo perduto, ovvero un prestito che preveda una restituzione parziale della somma elargita, è necessario essere in possesso di determinati requisiti. Nel caso in cui si voglia aprire un bar bisogna essere una società di persona o capitali e uno dei soci deve necessariamente aver ottenuto l’attestato S.A.B. (Somministrazione di Alimenti e Bevande). Sempre uno dei giovani soci deve necessariamente aver lavorato per almeno due anni nel settore (anche da dipendente), aver partecipato ad un corso HACCP ed essere iscritto al Registro Esercenti Commercio (REC). Bisogna poi essere “giovani”. Ma cosa si intende per giovani? Per questo tipo di finanziamenti vengono prese in considerazione le persone (meglio se donne) che hanno raggiunto la maggiore età, ma che non hanno superato i 40 anni. I finanziamenti variano anche in base all’età dei richiedenti: possono rivolgersi agli under 35, agli under 40 e così via. Tra i vari requisiti richiesti, bisogna essere disoccupati nel momento in cui si fa la richiesta di finanziamento e avere la residenza nel luogo in cui si intende aprire la suddetta attività.

Se si è in possesso di tali requisiti, il passo successivo è presentare la domanda di finanziamento e rivolgersi, ad esempio, al Ministero dello Sviluppo

Tipologie di finanziamenti a fondo perduto per bar 2022

I bandi dei finanziamenti a fondo perduto per l’apertura di bar e punti di ristoro vengono presentati ogni anno e consentono, a chi li vince, di alleggerire il proprio investimento di denaro iniziale. Di finanziamenti di questo tipo ve ne sono infiniti, ma è sempre bene controllare a fondo i dettagli della restituzione per essere sicuri di non trovarsi spiacevoli sorprese una volta elargito il denaro.

Occorre dunque fare domanda per ottenere il finanziamento ad enti regionali o statali. Esistono, come dicevamo, molti tipi di finanziamenti a fondo perduto. Andiamo a vedere quali:

  • Fondo Capitale;
  • Conto Impianti;
  • Conto Esercizio;
  • Conto Interessi;
  • Conto Canone.

Si può ricorrere a finanziamenti a fondo capitale, ovvero quei finanziamenti che aumentano il patrimonio dell’impresa senza entrare nello specifico degli investimenti. Ci sono poi i finanziamenti in conto impianti, che aiutano nella spesa dei cosiddetti “beni strumentali” che servono per avviare l’impresa. Esistono inoltre i finanziamenti in conto esercizio, che riguardano i costi di gestione, del personale, della pubblicità e delle utenze. Si può optare anche per i finanziamenti in conto interessi, ovvero quelli che riducono il tasso di interesse e sono accordi tra il finanziatore e l’istituto di credito, quindi vengono elargiti a chi può eventualmente rimborsare la somma. Ci sono infine i finanziamenti in conto canone, che riguardano il leasing, ovvero i contratti in locazione.

Finanziamenti bar a fondo perduto 2022: tutti i bandi

Se si parla di bandi riguardanti i finanziamenti a fondo perduto, bisogna specificare che l’agenzia che si occupa dell’organizzazione generale è Invitalia ed è una realtà istituita dal Ministero dell’Economia.

Se infatti, come dicevamo all’inizio, non si trova nessuna proposta adatta a noi a livello regionale, ci si può rivolgere ad Invitalia per trovare ciò che fa al caso nostro. L’agenzia ha infatti da poco avviato il programma Nuove imprese a tasso zero per agevolare gli imprenditori di età compresa tra i 18 e i 35 anni tramite finanziamenti che coprono circa il 75% delle spese complessive (fino a 1,5 milioni di euro circa), a patto che l’attività rimanga in piedi per almeno cinque anni. Per fare domanda bisogna visitare il sito ufficiale, completare la registrazione e caricare i documenti necessari. Alcune imprese sono arrivate al successo grazie all’aiuto iniziale di Invitalia, attraverso iniziative come “Selfiemployement”.

Sempre di Invitalia c’è Fondo Italia Venture, creata con l’intento di facilitare  alle start-up e alle piccole e medie imprese l’accesso ai finanziamenti.

Un bando regionale o quasi è “Resto al Sud”, un’iniziativa che si rivolge ai giovani imprenditori del Sud Italia.

Chi invece desidera aprire un bar che si impegni anche in ambito turistico/culturale può informarsi su iniziative come “Smart and Start” e “Cultura Crea”, nate per aiutare le start-up che rappresentino un’innovazione in questo senso. Nello specifico, queste iniziative si rivolgono alle piccole imprese nate da non più di cinque anni o in fase di avvio. Coprono circa il 70% delle spese complessive e arrivano fino ad un massimo di otto anni. Tra i servizi di cui giovano le imprese c’è il tutoring, il finanziamento agevolato e, solo per le regioni del Sud, un finanziamento a fondo perduto al 20%.

Se si ha la residenza in regioni come Calabria, Abruzzo, Campania, Basilicata, Sardegna, Molise, Sicilia o Puglia esistono finanziamenti di tipo comunale e regionale per aiutare sempre le regioni del Sud Italia ad avviare imprese da parte di giovani imprenditori. Questo tipo di iniziative include finanziamenti a fondo perduto anche al 50% e che prevedono restituzione agevolata della parte restante.

Se si è residenti in altre parti d’Italia si può sempre ricorrere al modello Sabatini TER, che aiuta i giovani imprenditori a coprire le spese relative a strumenti, macchinari e attrezzature necessarie all’avvio dell’impresa stessa, che vengono acquisiti in leasing.

Un’altra iniziativa di Invitalia è Investimenti in attrezzature, impianti, macchinari innovativi e tecnologia digitale, ovvero un ausilio finanziario per quanto riguarda gli investimenti che intendono incrementare la competizione delle imprese nel ramo manifatturiero, trasformandole in “fabbriche intelligenti”. Questa iniziativa include sia un finanziamento a fondo perduto che uno agevolato che copre circa il 75% delle spese complessive.

Un’altra iniziativa in questo senso è Voucher Innovation Manager, volta ad incrementare le consulenze che hanno lo scopo di guidare la cosiddetta “business transformation” nei settori del digitale e della tecnologia.

Invitalia mette a disposizione anche Contratto di Sviluppo, rivolto a tutti quei progetti che superano i  20 milioni di euro, quindi a più alto investimento.

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